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Home Rubrica Medica Sindrome di Behçet, o malattia di Adamantiades
Sindrome di Behçet, o malattia di Adamantiades
Lun. 02 Dicembre 2013 15:06

doctor

A cura del Centro di Riferimento Regionale
per le Malattie Autoimmuni Sistemiche.
Lupus Clinic - Florence Behçet Center
Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi - Firenze

La sindrome di Behçet (SB) è una patologia infiammatoria cronica, con una caratteristica distribuzione geografica lungo l'antica via della seta; interessa generalmente in giovane età con frequenza differente il sesso maschile e femminile in base alla gravità ed alla distribuzione geografica. Clinicamente è caratterizzata da aftosi bipolare (della mucosa orale e/o genitale), interessamento cutaneo (particolarmente eritema nodoso e follicolite) ed articolare, interessamento oculare (panuveite e vasculite retinica) ed eventi trombotici o manifestazioni neurologiche. In una certa quota di soggetti è presente il fenomeno della patergia cutanea (iperreattività cutanea a comuni stimoli, con comparsa di papulo-pustola) e può essere presente l'HLA-B51 (dal 50 all'80% dei pazienti in base ai diversi gruppi etnici). La SB è una patologia di difficile inquadramento classificativo, ma più comunemente è considerata una vasculite sistemica (ovvero un' infiammazione dei vasi), anche se solo recentemente è stata inclusa nella classificazione di tali affezioni.

La malattia si presenta solitamente con (attenzione non tutti i sintomi sono sempre presenti e possono presentarsi variamente in momenti differenti):

AFTOSI ORALE: l'aftosi orale è una condizione pressochè costante della patologia. Le afte possono essere di varie dimensioni, solitamente dolenti, localizzate sia a livello del palato molle che del palato duro. Altre cause di aftosi orale ricorrente sono la malattia celiaca, la sensibilizzazione a nichel solfato, i deficit vitaminici, le infezioni virali, le malattie infiammatorie intestinali (MICI), le immunodeficienze.

AFTOSI GENITALE: meno frequente della precedente, ma molto specifica. In presenza di afte (anche non contemporanee) a livello orale e genitale può essere posta diagnosi di SB.

INTERESSAMENTO CUTANEO: le manifestazioni cutanee più tipiche sono rappresentate dall'eritema nodoso (noduli gonfi, rosso-violacei, molto dolenti, localizzato spesso nella regione tibiale degli arti) e dalla presenza di pseudofollicolite (soprattutto a livello del dorso, degli arti superiori, della radice degli arti inferiori e nella regione glutea).

INTERESSAMENTO OCULARE: rappresenta una delle manifestazioni più tipiche e temibili di malattia; può essere caratterizzata da uveite (infiammazione dell'uvea) anteriore o posteriore o panuveite, mentre non rara è la vasculite retinica. E' buona norma un controllo oculistico alla visita basale e successivamente ogni 6-12 mesi.

INTERESSAMENTO NEUROLOGICO: le manifestazioni neurologiche possono interessare dal 20 al 40% dei pazienti, sia per un coinvolgimento parenchimale (lesioni a livello del tronco dell'encefalo), che extraparenchimale (trombosi dei seni venosi od aneurismi cerebrali).

INTERESSAMENTO VASCOLARE: gli eventi trombotici interessano dal 10 al 45% dei pazienti con SB e possono essere a carico di vasi di tutti i calibri, sia venosi (più frequentemente) che arteriosi. Possono essere presenti anche dilatazioni aneurismatiche; particolarmente temibili quelle a livello polmonare.

INTERESSAMENTO GASTROINTESTINALE: una sintomatologia caratterizzata da dolori e tensione addominale con alvo alterno e talvolta mucorrea con sangue nelle feci è particolarmente frequente nella SB. Le lesioni aftoidi si localizzano preferenzialmente a livello della regione ileo-cecale.

INTERESSAMENTO ARTICOLARE: può interessare fino al 40% dei soggetti affetti da SB ed è caratterizzato da artralgie (dolori articolari) e meno frequentemente da artriti (infiammazione dell'articolazione), soprattutto delle grandi articolazioni, solitamente senza erosione dell'osso.

INTERESSAMENTO GENITO-URINARIO: episodi di epididimite (infiammazione dell'epididimo, struttura dell'apparato genitale maschile) anche ricorrenti si presentano dal 5 al 10% dei pazienti circa.


Non esistono ad oggi test diagnostici o marcatori specifici della malattia che possano consentire una diagnosi precoce. Utile può risultare la tipizzazione dell'HLA di classe I per la ricerca dell'aplotipo B51 e l'esecuzione del test di patergia cutanea (vedi sopra). La diagnosi rimane comunque sostanzialmente clinica. Negli ultimi anni sono stati proposti numerosi criteri diagnostico/classificativi; i più comunemente utilizzati sono quelli dell'International Study Group (ISG) del 1990 che includono le manifestazioni muco-cutanee, oculari ed il fenomeno della patergia. Nel 2006 sono stati proposti da una commissione di esperti gli International Criteria for Behcet's Disease (ICBD) che hanno permesso di incrementare la sensibilità diagnostica, mantenendo una specificità adeguata, aggiungendo alle precedenti manifestazioni (aftosi orale e genitale, pseudofollicolite ed eritema nodoso, uveite anteriore/posteriore o vasculite retinica), l'interessamento neurologico e vascolare.

La terapia della SB varia sostanzialmente in base al distretto corporeo interessato dalla patologia.

INTERESSAMENTO MUCO-CUTANEO: in caso di manifestazioni isolate e poco frequenti di aftosi può essere presa in considerazione in prima battuta una terapia topica con steroidi; in seconda battuta la colchicina risulta spesso un ottimo farmaco di fondo. Nei casi particolarmente resistenti, soprattutto in presenza di aftosi ricorrente od eritema nodoso recidivante, possono essere prese in considerazione altre opzioni terapeutiche come l'azatioprina (AZA), l'interferone (IFN)-α o gli anti-TNF-α. Utile anche l'utilizzo di talidomide.

INTERESSAMENTO OCULARE: varia solitamente in base alla localizzazione ed alla gravità della manifestazione; in caso di uveite anteriore sono sufficienti solitamente terapie locali a base di cortisone (associando o meno colliri midriatici). Nei casi refrattari o non responsivi a questa terapia si può preferire passare alla terapia per via generale con cortisone o ciclosporina (CSA). Nel caso di interessamento del segmento posteriore la terapia dovrebbe invece prevedere fin da subito l'utilizzo di cortisone per via generale ed AZA. Nel caso di riduzione dell'acuità visiva per vasculite retinica utile aggiungere a tale terapia CSA o terapia biologica con anti-TNF-α. Anche l'IFN-α con o senza cortisone può trovare indicazione in questi casi.

INTERESSAMENTO NEUROLOGICO: per gli eventi trombotici è raccomandato solitamente l'utilizzo di cortisone per via sistemica, mentre per l'interessamento parenchimale di malattia devono essere presi in considerazione anche l'AZA, la ciclofosfamide (CYC), il methotrexate (MTX) o gli anti-TNF-α. E' da sconsigliare invece l'utilizzo di CSA in questo coinvolgimento per la potenziale tossicità dovutà alla permeabilità della barriera emato-encefalica durante lo stato infiammatorio.

INTERESSAMENTO VASCOLARE: nel caso di trombosi venosa profonda è raccomandata la terapia immunosoppressiva (cortisone, AZA, CYC o CSA), mentre nel caso di coinvolgimento del versante arterioso (aneurismi) sono raccomandati gli steroidi e la CYC. Non esistono al momento indicazioni precise per quanto riguarda l'utilizzo di anticoagulanti e/o antiaggreganti piastrinici, che devono essere invece sconsigliati in caso di aneurismi del distretto arterioso polmonare.

INTERESSAMENTO GASTROINTESTINALE: non esistono indicazioni precise al riguardo, ma nella pratica clinica, laddove non esistano caratteri di urgenza chirurgica, devono essere utilizzati farmaci come la sulfasalazina, il cortisone, l'AZA o gli anti-TNF-α. Utile anche l'utilizzo di talidomide.

INTERESSAMENTO ARTICOLARE: le manifestazioni articolari sono solitamente controllate dall'associazione tra colchicina e corticosteroidi. In alternativa od in aggiunta può essere preso in considerazione l'utilizzo di MTX od in casi resistenti l'utilizzo di anti-TNF-α.

 

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Va bene ho capito e